Museo delle navi romane

Le due navi del Lago di Nemi furono costruite come imbarcazioni lusorie nel 37-41 d.C. per l’imperatore Caligola che aveva fatto edificare una nuova residenza nel lato sud-occidentale del lago. Alla fine del suo regno le navi andarono in rovina e affondarono nel lago. Tuttavia l’acqua melmosa e l’assenza della Terendine (“verme delle navi”) nell’acqua dolce, mantennero quasi intatti gli scafi. Nel XVI secolo, l’architetto Leon Battista Alberti venne incaricato di estrarre dal fondo le navi con l’aiuto di marangoni genovesi, ma l’impresa fallì: si riuscì a recuperare dal fondo solo una parte della prora che si spezzò. L’architetto allora propose di sospendere le operazioni. Tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, queste ripresero, ma con un altro fine: quello di recuperare tutti gli oggetti archeologici che era possibile, causando un vero saccheggio. Solo alla fine degli anni Venti del nostro secolo, ad opera dell’ ing. Guido Uccelli, venne iniziato il prosciugamento parziale del lago, utilizzando l’antico canale emissario che convogliava al mare l’acqua del bacino. I lavori durarono dal 1928 al 1932, quando venne calata sulla riva anche la seconda delle navi di Caligola. Considerata l’importanza dei reperti, nel 1934 iniziò la costruzione del Museo delle Navi che fu inaugurato nell’aprile del 1940. Un mese dopo scoppiò la Seconda Guerra Mondiale e la notte del 31 maggio del 1944, un incendio distrusse il Museo e la maggior parte dei suoi reperti.

Luogo: Italia - Nemi (RM)

Tipologia: museo

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