Duomo di Terracina
La chiesa di San Cesareo sorge sul podio marmoreo di un tempio romano di età augustea, identificato come Capitolium della città, di cui conserva ancora le strutture lungo i fianchi nord e ovest. L’ edificio classico dominava, chiudendolo ad ovest, il Foro Emiliano, che sin dall’ altomedioevo si qualificò come centro della cittadella fortificata e su cui sorsero numerose costruzioni in età medievale tra le quali, oltre la cattedrale, il palazzo comunale. Le più antiche notizie relative alla basilica sancti Caesari vanno rintracciate in un passo del Liber Pontificalis, in cui viene fatto riferimento ad una donazione fatta da papa Leone IV, probabilmente connessa alla consacrazione della primitiva chiesa. L’esistenza di un edificio di culto è così documentata almeno dal IX secolo, ma non è certo che il perimetro ricalcasse quello della chiesa attuale, rimanendone a testimonianza solamente alcuni frammenti di arredo liturgico. La cattedrale risale invece all’ XI secolo, quando fu ricostruita e consacrata dal suo vescovo, il benedettino Ambrogio da Milano, il 24 Novembre del 1074. La chiesa e le sue pertinenze furono quindi concesse a Desiderio, abate di Montecassino. La fabbrica romanica venne completata tra il XII e il XIII secolo da un prezioso arredo liturgico, dal portico e dal campanile, lavori verosimilmente conclusi tra il 1245, anno in cui è datato il candelabro per il cero pasquale, e il 1257, considerato come termine ante quem per l’ ultimazione della torre campanaria. L’edificio, vincolato nella pianta della conformazione del podio del tempio classico, di cui occupa interamente la lunghezza e solo in parte la larghezza, è una costruzione basilicale con tre navate separate da due file di sei colonne e terminanti in tre absidi poste a conclusione di un presbiterio sopraelevato. L’articolazione della planimetria è da mettere in relazione con le fondazioni cassinesi in Terra di Lavoro e segnatamente con l' abbazia di Sant’ Angelo in Formis. L’ impianto originario è stato tuttavia alterato dagli interventi settecenteschi che, oltre ad addizionare le cappelle laterali che affiancano la primitiva struttura, rimossero il soffitto a capriate per far posto ad un’ ampia volta a botte ed eliminarono due colonne su entrambi i filari a divisione delle navate, per creare arcate doppie in corrispondenza della prima e ultima campata. All’esterno, la chiesa prospetta sulla piazza del Municipio (ex Foto Emiliano) attraverso un portico che poggia sulla gradinata del tempio romano. Preceduto da diciotto gradini e oltrepassato da altri sette al suo interno, il portico è sostenuto da sei colonne in granito rosso e grigio di spoglio e di diverse dimensioni con capitello ionici medievali. I basamenti mamorei delle colonne sono affiancati da coppie di animali - scimmie con strumenti musicali, caproni e veltri, pecore e leoni - mutile e dalla superficie abrasa. Sui sostegni poggia la trabeazione, interrotta al centro dall’ apertura di un arcone e ornata da un fregio mosaicato e da una cornice con motivi di ispirazione classica. Il portico, edificato tra il secondo ed il terzo decennio del XIII secolo, mostrava in origine una copertura con volte a crociera, mentre ora presenta un tetto a capriate, dovuto ai restauri del 1926. In tale occasione sono stati inoltre realizzati gli archi ciechi ribassati al di sopra dell’architrave, secondo la tipologia comune ad esempi romani laziali nonché l’arcone centrale con coronamento rettilineo che interrompe la trabeazione.
Luogo: Italia - Terracina (LT)
Tipologia: duomo