Castello di Calvi Risorta
Il castello, che si staglia maestoso sul ciglio della via Casilina, non è il castrum longobardorum costruito nell’879 ma il risultato di vari interventi nel corso del tempo. Fu nella seconda metà del XIII secolo che gli Angioini ristrutturarono l’edificio e gli Aragonesi, poi, intrapresero grandi lavori di fortificazione edilizia tanto che il popolo, che si vide inaspriti i tributi, appoggiò la rivolta baronale capeggiata da Giovanni D’Angiò e Marino Marzano contro il re Ferrante. Si ritrovò ad essere una delle roccaforti dell’insurrezione del 1461. La controffensiva di Ferrante D’ Aragona non si fece attendere ma non riuscì ad espugnarlo. Soltanto con l’inganno fu domata l’insurrezione e Calvi e le altre città ribelli dovettero arrendersi nella primavera del 1462. In seguito il castello fu riparato e reso funzionale per altri tre secoli. Nel 1756 le sue stanze erano ancora abitate. Nei pressi del castello vi è la cosiddetta Dogana Borbonica risalente al XVIII secolo. È una piccola costruzione a pianta quadrata che poggia su quattro pilastri angolari. Allo stato attuale, nonostante la peculiarità dei suoi caratteri strutturali, non se ne conosce con certezza la funzione.
Luogo: Italia - Calvi Risorta (CE)
Tipologia: Castello